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Sedi dei corsi
Stazione di Confine: Via Attavante, 5 (zona via Pisana), Firenze ARCI "Il Progresso" - via Vittorio Eanuele II, 135, Firenze CRAL "Quadrifoglio" - via Bibbiena 21 (zona via Pisana), Firenze
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Più pensi a quello che stai facendo e più è difficile farlo (annotazioni sul metodo di giocare in e col teatro) Attraverso lo sviluppo dei giochi abbiamo sperimentato come ovviare all'inconveniente di tensioni ed inibizioni che bloccano l'allievo e l'allievo attore e come costruire un sano rapporto mente-corpo. Il gioco permette infatti di esplorare i limiti delle proprie possibilità non solo fisiche correggendole, non con un allenamento ripetitivo e noioso ma con divertimento ed entusiasmo. E' sempre bene ricordare come con il termine jouer in francese e to play in inglese si intenda sia il giocare che il recitare per ricordarci che il teatro ed una scuola di teatro deve sempre tenere presente che senza la gioia della scoperta e del gioco il teatro non esiste. Ma il gioco riesce a fare qualcosa di più: fa leva sull'immaginazione favorendo la creatività e permettendo la scoperta dei lati più nascosti della nostra personalità ma con un grande salvacondotto, con una buona e robusta rete qualche metro sotto di noi, infatti il gioco genera un clima di fiducia reciproca tra i partecipanti. Come funziona il gioco? Giocando riusciamo a liberare la spontaneità (pensiamo ai bambini che immaginano di essere pirati, supereroi ed esseri volanti) mentre stiamo giocando siamo chiamati a dare risposte immediate a stimoli esterni e questo ci consente di superare le inibizioni provocate da una vigilanza eccessiva della nostra volontà e della nostra coscienza. In qualche modo possiamo condensare quanto detto con la frase: più pensi a quello che stai facendo e più è difficile farlo. Si può insegnare a NON bloccare il nostro naturale istinto a recitare, come possiamo imparare a NON bloccare il nostro naturale istinto a respirare Qualsiasi merito possiamo avere come insegnanti di recitazione deriva dal fatto di aver dovuto affrontare tutti i problemi partendo da zero, siamo caduti in tutte le trappole e da tutte abbiamo dovuto tirarci fuori. Forse proprio per questo crediamo che in teatro si debba soprattutto insegnare a NON bloccare la nostra abilità naturale ed il nostro talento, allo stesso modo in cui impariamo a riguadagnare anche la nostra innata capacità di respiro. Il teatro è molto più naturale di quanto lo si voglia far passare, ci raduniamo in un luogo dividendoci in due gruppi, uno dei quali racconta delle storie all'altro: non vi è società conosciuta che non preveda questo rituale.
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